On. Guglielmo Picchi

Sottosegretario agli Affari Esteri

Guglielmo Picchi all’incontro tra i Presidenti di Italia e Romania

Il Sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi ha preso parte all’incontro, avvenuto il 15 ottobre, tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo omologo rumeno Klaus Iohannis al Quirinale. Assieme ai due presidenti ha visitato in anteprima, presso le Scuderie del Quirinale, la Mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”.

L’indomani l’On. Picchi ha preso parte al Foro Economico Italo-Romeno presso la sede di Confindustria a Roma. “L’Italia si candida ad aiutare la Romania nello sviluppo infrastrutturale. L’Italia, investendo in un vero 4.0, può essere per la Romania quel partner che fa fare il salto di qualità ai nostri rapporti. Il governo è impegnato su questo fronte” ha dichiarato il Sottosegretario, aggiungendo: “E’ un treno che Italia e Romania non possono perdere, l’Italia c’è, mi sembra che anche la Romania conferma la sua intenzione forte, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro per rendere i rapporti ancora più forti e strategici”.

Sicurezza: Sottosegretario Picchi, OSCE “sede naturale” per trovare soluzioni a sfide cyber

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e’ “la sede naturale” per “confrontarci e trovare insieme soluzioni comuni” alle sfide nel settore cyber. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, nel suo intervento alla conferenza Osce dal titolo “How to lower the risks of conflict and misunderstandings between states in cyberspace”, promossa dalla presidenza italiana 2018 dell’organizzazione con sede a Vienna. Secondo quanto affermato da Picchi, si tratta di minacce “sempre piu’ complesse” che non riguardano solo gli Stati ma hanno “un impatto diretto” sulla vita quotidiana dei nostri cittadini”. Il sottosegretario ha evidenziato nel suo intervento gli sforzi fatti dall’Italia nel settore: “Abbiamo cercato di unificare tutte le nostre attivita’, portandole al livello della presidenza del Consiglio dei ministri”, ha detto ricordando la creazione del nucleo sulla sicurezza cybernetica, a livello di presidenza del Consiglio appunto e con partecipazione di “tutti i livelli di amministrazione” coinvolti nella sicurezza nazionale.

Guglielmo Picchi in visita a Berlino

Il Sottosegretario Guglielmo Picchi ha visitato Berlino per partecipare alla Burgerfest a Schloss Bellevue con il Presidente della Repubblica Federale Tedesca Steinmeier. L’Italia è partner della festa e ha esposto le proprie eccellenze.

Inoltre Picchi ha avuto un positivo incontro con rappresentanti della Comunità italiana di Berlino presso l’Ambasciata d’Italia. Tanti i temi trattati: cultura, scuola, lingua italiana, media, professioni. Il Sottosegretario ha dato disponibilità e impegno per lavorare insieme alle soluzioni o alla riduzione dei disagi che affliggono i nostri connazionali.

Guglielmo Picchi in visita a Praga

Il Sottosegretario Guglielmo Picchi ha visitato Praga, capitale della Cechia, dove ha incontrato il Vice-Ministro degli Esteri Ivo Sramek. Nella loro colazione di lavoro hanno toccato molti temi: dall’Osce alla EU, dalla cooperazione economica ai temi dell’immigrazione.

Prima di lasciare Praga, Picchi ha visitato la magnifica cappella barocca dedicata a S. Maria Assunta, di proprietà dello Stato e recentemente restaurata e restituita alla nostra comunità.

Guglielmo Picchi in visita in Ucraina

Il Sottosegretario Picchi è stato in visita in Ucraina dove, assieme al Segretario Generale dell’OSCE Thomas Greminger, ha incontrato il Vice-Ministro degli Esteri Vasyl Bodnar per discutere i progressi nell’attuazione degli Accordi di Minsk.

Grazie a elicotteri Antonov dell’aviazione ucraina, Picchi ha potuto visitare la OSCE Special Monitoring Mission to Ukraine in Donbass, per comprendere molti problemi osservandoli direttamente sul campo. In particolare ha potuto apprezzare come i droni a lungo raggio siano fondamentali per monitorare la situazione sul territorio e garantire la sicurezza degli osservatori.

Corte Penale Internazionale: il Sottosegretario Picchi alle celebrazioni a L’Aja

Il sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, On. Guglielmo Picchi, ha partecipato il 17 luglio a L’Aja a un evento celebrativo in occasione del ventesimo anniversario dall’adozione dello Statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale (CPI).

La presenza del sottosegretario ha confermato l’alto valore che il nostro Paese attribuisce alla CPI, anche in veste di Paese fondatore ed ospite, 20 anni fa, della firma del suo atto costitutivo, avvenuto come noto a Roma.

Nell’intervento pronunciato a nome dell’Italia, l’On. Picchi ha evidenziato come la mutata natura dei conflitti abbia prodotto un aumento dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità: “In questo contesto la CPI fornisce un contributo fondamentale al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, così come alla protezione e alla promozione dei diritti dell’uomo”.

Picchi ha quindi ricordato il ruolo da protagonista dell’Italia fin dall’istituzione della CPI, proseguito successivamente tramite il lavoro di tre giudici italiani nella Corte, nonché con l’esercizio della Vice Presidenza dell’Assemblea degli Stati Parte dal 2014 al 2017. Un sostegno convinto che, ha concluso il sottosegretario, continuerà per promuoverne l’universalità e difenderne l’indipendenza.

“Sosteniamo la May, Bruxelles la aiuti”. Intervista al sottosegretario e “ministro degli Esteri della Lega” Guglielmo Picchi

Fonte: L’Huffington Post

 

“Il governo di Theresa May va sostenuto”. Guglielmo Picchi non solo da sottosegretario alla Farnesina è il più alto in grado nella filiera esteri della Lega, non solo è il più stretto consigliere per gli affari internazionali di Matteo Salvini, ma è anche amico personale di Boris Johnson ed è stato eletto per tre volte in Parlamento nella circoscrizione esteri. Proprio a Londra, dove viveva fino a qualche tempo fa. Un vero e proprio “ministro degli Esteri del Carroccio”, che oggi prende le distanze dall’ex capo delle feluche britannico, dimessosi dal governo insieme al collega Davies in polemica sulla linea morbida scelta per la Brexit. Ma che soprattutto critica duramente l’Unione europea e il suo massimo vertice Jean Claude Juncker: “Non è stato eletto da nessuno, non è responsabile politicamente di fronte ai cittadini, e va a fare il bullo con un governo eletto dal popolo?”

Sottosegretario Picchi, partiamo dall’inizio: a suo avviso il governo britannico è a rischio?
Le dimissioni di Johnson e di Davis sono un duro colpo, un segnale forte che il malcontento è molto alto. Bisogna vedere se altri falchi li seguiranno. È evidente che la linea di compromesso elaborata dall’esecutivo non è quell’hard Brexit per cui si erano battuti molti di quelli che hanno fatto campagna per il leave. Il punto è che la parola finale sull’accordo spetta al Parlamento, dove i tories non hanno la maggioranza assoluta. Sicuramente la May ne esce indebolita. Ed è tutto da vedere se Bruxelles accetterà le sue proposte.

Crede che i britannici e una parte della politica che sostenne l’uscita sia oggi pentita?
Direi di no. Su questo i sondaggi, con qualche oscillazione, sono sempre rimasti stabili. Un altro discorso è la definizione del rapporto con l’Ue, campo nel quale le sensibilità sono profondamente diverse, e l’orientamento principale del gabinetto è quello di cercare di salvaguardare in qualche modo il mercato unico.

Qual è la posizione del governo italiano?
L’abbiamo scritto nel contratto di governo. Non bisogna avere nessun tipo di atteggiamento punitivo nei confronti del Regno Unito. Giusta o sbagliata che sia, la decisione presa dal popolo britannico va rispettata. Quindi noi per quanto ci compete sosterremo le loro scelte, smussando gli spigoli della trattativa. Non vogliamo fare nessun tipo di favoritismo: dovranno rispettare gli oneri di bilancio, e vogliamo tutelare i nostri connazionali che vivono lì. Ma nell’ambito del negoziato europeo la May va aiutata.

La Lega, che ha di sovente un atteggiamento conflittuale nei confronti di Bruxelles, è più vicina alla linea di May o a quella di Johnson?
L’atteggiamento della Lega è lo stesso di quello del governo. Se c’è da trattare un miglio in più lo si faccia, se c’è da concedere un periodo transitorio prima del deal altrettanto. Qualunque tipo di posizione ideologica è sbagliata. Capisco le ragioni di Johnson, ma poi ci sono decisioni da prendere che vanno a incidere sulla vita reale. Stiamo discutendo di un inedito, della prima volta che oltre 60 milioni di cittadini prendono un’altra strada, siamo in territorio inesplorato. La May ha su questo un atteggiamento pratico e realista, quello del suo ministro degli Esteri non so dove possa portare.

Claude Juncker ha ironizzato a caldo “sull’unità del governo” Uk.
La quantità di pregiudizi che Bruxelles ha mostrato nei confronti del negoziato è stata da subito evidente. E dichiarazioni come quelle non aiutano, proprio quelle che il nostro governo vuole evitare.

Le difficoltà che sta avendo il Regno Unito dopo l’uscita potrebbe far riconsiderare alcune posizioni profondamente eurocritiche sostenute dalla Lega?
Al contrario. Noi vogliamo modificare profondamente l’architettura comunitaria. Se si continua in questo modo rischia di implodere. La Commissione è totalmente autoreferenziale, il metodo intergovernativo che ha sempre funzionato si sta impantanando. E Juncker è l’esempio di ciò che non funziona. Non è stato eletto da nessuno, non è responsabile politicamente di fronte ai cittadini, e va a fare il bullo con un governo eletto dal popolo? May e Johnson possono pagare lo scotto delle urne, lui può prendere in giro. Ma chi è per farlo? Ecco, bisogna tornare a quell’Europa dei popoli di cui parlava Charles De Gaulle, noto sovranista amico di Salvini.

Lei crede che la guida del presidente Conte sia adeguata alla sfida?
Fino al suo arrivo seguivamo decisioni altrui. Invece adesso abbiamo iniziato noi a imporre l’agenda. Ora arriva per noi la sfida più difficile, su cui ci misureremo: trovare risposte concrete all’ordine del giorno comunitario che abbiamo posto.

Il Sottosegretario Picchi partecipa alla sessione annuale dell’Assemblea parlamentare OSCE

Il sottosegretario Guglielmo Picchi partecipa a Berlino, presso la sede della Bundestag, alla 27ma sessione Annuale dell’Assemblea parlamentare OSCE, in rappresentanza del ministro Enzo Moavero Milanesi, Presidente in esercizio dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

L’on. Picchi è intervenuto durante la sessione di apertura, insieme al Presidente della Bundestag Wolfgang Schauble, al Presidente dell’Assemblea Parlamentare OSCE, George Tsereteli, e al Ministro Federale delle Finanze tedesco, Olaf Scholz.

Il sottosegretario ha ricordato le priorità della Presidenza italiana dell’OSCE, tra cui: la crisi ucraina, i conflitti protratti, la collaborazione con i Paesi partner mediterranei con particolare riferimento ai fenomeni migratori, il contrasto alle minacce transnazionali alla sicurezza, tra cui il terrorismo, la cyber security e la lotta ai traffici illeciti.

L’on. Picchi ha sottolineato come la diplomazia parlamentare svolga un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo inclusivo, contribuendo a rafforzare l’ownership degli Stati partecipanti. Il dibattito dell’Assemblea Parlamentare, ha concluso il sottosegretario, sarà un valore aggiunto per la Presidenza italiana, anche in preparazione del Consiglio Ministeriale di Milano del 6-7 dicembre.

A margine dell’Assemblea, il sottosegretario ha avuto incontri bilaterali con il Presidente della stessa, George Tsereteli, con il Presidente del Parlamento del Montenegro, Ivan Brajovic, e con il Senatore statunitense Roger Wicker, Presidente della U.S. Helsinki Commission e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare OSCE.

Successo della missione capeggiata da Picchi all’UNESCO: Ivrea patrimonio dell’umanità

Al 42° incontro del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO a Manama (Bahrain) la delegazione italiana, capeggiata dal Sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, ha conseguito un importante successo: Ivrea è stata iscritta nella lista dei patrimoni dell’umanità. In tal modo l’Italia consolida il proprio primato come nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene per soli due voti non hanno conseguito a loro volta l’iscrizione nella lista. Tuttavia, malgrado le prospettive negative della vigilia, si è trattato di un rinvio alla prossima sessione, il che lascia ben sperare per una prossima promozione. “Questo risultato è stato ottenuto, su proposta della Tunisia e nonostante opposizione di Spagna e Norvegia – scrive il Corriere della Sera – dopo di due ore di dibattito, come mai si era visto prima in questa sede, e di pressing della commissione italiana interministeriale guidata dal sottosegretario agli Affari Esteri Guglielmo Picchi insieme all’ambasciatore Vincenza Lomonaco (rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unesco), che hanno condotto il negoziato internazionale per l’ambito riconoscimento Unesco sulle qualità paesaggistica e ambientale dell’area del Prosecco Docg”.

A margine del convegno, il Sottosegretario Picchi ha avuto incontri bilaterali con il Ministro degli Esteri del Regno del Bahrein, S.E. Shaikh Khalid bin Ahmed Al Khalifa, e con S.E. Shaikha Mai bint Mohammed Al Khalifa, Presidente dell’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrein. Il Ministro Khalid Al Khalifa ha espresso l’orgoglio del Bahrein per le relazioni amichevoli con l’Italia e sottolineato l’importanza di queste visite ufficiali per rafforzare coordinamento e cooperazione su vari temi di comune interesse. Da parte sua il Sottosegretario Picchi ha manifestato l’interesse dell’Italia a sviluppare ulteriormente le relazioni col Bahrein.

L’On. Guglielmo Picchi e S.E. Shaikh Khalid bin Ahmed Al Khalifa

Italy Intends to Endorse New Chapter in NATO-Russia Ties – Under-Sec of State

MOSCOW (Sputnik), Ksenia Shakalova – Rome is determined to promote a new chapter in NATO cooperation with Russia, Italian Under-Secretary of State for Foreign Affairs and International Cooperation Guglielmo Picchi told Sputnik.

“NATO is a cornerstone of Italy’s international policy. Nonetheless, our country can and must speak its mind on major strategic decisions … Italy intends to inaugurate a new season of cooperating with Moscow, in the spirit of the [2002] Pratica di Mare Summit,” Picchi, who is also a foreign policy adviser to Italian Deputy Prime Minister and Lega Party leader Matteo Salvini, said.

The official also recalled that Italian Prime Minister Conte had joined US President Donald Trump’s call for Russia to be brought back into the G7.

He added that, though “eastward, Russia has undoubtedly assumed positions that deserved a firm response,” the biggest dangers facing the alliance, in Italy’s point of view, stemmed from the south, specifically the arrival of migrants from across the Mediterranean sea.

The Pratica di Mare Summit was a meeting between NATO and Russia at the level of heads of state and government held in Rome in 2002. It established the NATO–Russia Council (NRC) through the Declaration on NATO-Russia Relations: a New Quality.

On April 1, 2014, NATO suspended all practical and military cooperation with Russia over the Ukraine crisis. However, it decided to keep channels of communication open in the NRC at the ambassadorial level and above.Earlier in June, Italian Defense Minister Elisabetta Trenta said that Italy could play the role of “a bridge” in relations between the East and the West, noting that NATO policies should be more flexible and focus on different regions, in particular, the Mediterranean.

Italy’s Push for Lifting Anti-Russia Sanctions to Leave ECB Dialogue Intact

According to Guglielmo Picchi, Rome believes that its support for lifting EU anti-Russia sanctions will have no negative consequences for relations between debt-hit Italy and the European Central Bank (ECB), and hopes to resume the union’s dialogue with Moscow and the mutual benefits that come with it.

The politician also expressed hope that Rome’s proposal to resume the European Bank for Reconstruction and Development (EBRD) funding for Russia’s small and medium-sized enterprises (SMEs) would gain support and lead to an increase in trade with Moscow.

“Our exports have risen 23.5 percent last year and we hope that they will continue to grow; especially if we soon succeed in having our proposal passed to provide the [EBRD] and the European Investment Bank [EIB] financing to Russian SMEs which would entail bank guarantee schemes and trade facilities that, if reactivated, could favour an increase in trade to the full advantage of Italian SMEs, which have never turned their back on the Russian market,” he said.

In addition, Picchi pointed to opportunities for counterterrorism cooperation should ties with Moscow be restored.

“Moreover, in this phase in which Moscow is very active on the Mediterranean scene, there are great possibilities of cooperating in fighting Islamic radicalism,” he added.

The new Italian government, a coalition comprising the anti-establishment Five Star Movement (M5S) and the Eurosceptic Lega party, has consistently called for the lifting of anti-Russia sanctions and Moscow’s reinstatement as a strategic mediator of the Syrian, Libyan and Yemeni crises.In their government coalition agreement, the two parties also said that they considered asking the ECB to forgive 250 billion euros ($295 billion) of debt in bonds bought by the ECB under quantitative easing program. This would help improve Italy’s debt to GDP ratio, as the country’s public debt exceeded a historic-high 2.3 trillion euros ($2.68 trillion) in April.

Italy Against EU-US Tariff War Over Threat to Trade Relations

“We are against waging trade wars with a key ally like the United States and we are certain that Washington has the same opinion with respect to the EU. It is understandable that [US] President [Donald] Trump wants to protect American industry and workers but we must find the right formulas to avoid undermining our trade relations,” Picchi said.

On Wednesday, the European Commission adopted the regulation on rebalancing measures in response to the United States’ steep metal tariffs, targeting a list of products worth 2.8 billion euros ($3.2 billion).

 

On June 1, the United States imposed 25-percent tariffs on steel imports and 10-percent tariffs on aluminum imports from the European Union, Canada and Mexico, which were initially exempt from the extra duties.

Brussels has expressed its opposition to the US tariffs, with European Commission President Jean Claude Juncker calling the move pure protectionism and saying that the bloc would retaliate with its own duties on US goods. The European Union also filed a complaint with the World Trade Organization (WTO) over the US trade policies.

Italy Remains Interested in Trans Adriatic Gas Pipeline

Rome remains interested in building the Trans Adriatic Pipeline (TAP), which will bring Azerbaijani natural gas to western Europe and connect with Italian gas pipelines, Italian Under-Secretary of State stressed.

“The TAP is an important strategic infrastructure for Italy and Europe: it is our intention to put it in place, obviously in consideration of every possible fallout it could have on the environment,” Picchi said, asked to comment on the issue.

In early June, new Italian Environment Minister Sergio Costa said that Rome’s involvement in the TAP would be reviewed, calling the pipeline, along with some other major projects “pointless,” amid the falling gas demand.

The TAP is one of the sections of the Southern Gas Corridor, along with the South Caucasus Pipeline (SCP) and Trans-Anatolian Pipeline (TANAP). It is expected to bring 10 billion cubic meters of gas from the Azerbaijan’s Shah Deniz Stage 2 gas field to Europe per year. The pipeline will be 878 kilometers (545 miles) long. Last week, TANAP was launched in Turkey.

The TAP will connect with TANAP at the Greek-Turkish border, from where it will run through northern Greece, Albania, and the Adriatic Sea to southern Italy, where it will connect with Italian gas pipelines.

Rome, Paris Can Push New EU Migration Policy Through Libya Stabilization

Italy and France can jointly promote a new EU-wide approach to immigration, including through stabilization of Libya to make it a safe country for migrants, by placing more emphasis on the protection of external borders and moving asylum application processing outside the union, according to Picchi.

He clarified further that the new approach should no longer be based on the reasoning that a country of first entry must bear the full brunt of the migration burden nor on the logic of relocation that displeases many EU countries. Instead, this policy should shift the focus on controlling the external borders and decentralizing the reception and asylum application vetting process in the proximity of, but not inside, the European borders.

On June 15, Italian Prime Minister Giuseppe Conte and French President Emmanuel Macron held talks in Paris. The meeting followed an exchange of critical rhetoric between the two countries, after Rome denied entry to a vessel carrying some 600 migrants rescued off Libyan coast. The leaders managed to iron out their disagreements, with Macron recognizing the “burden” of Italy, one of the main entry points for migrants fleeing to Europe. They agreed to come up with proposals to revise the Dublin Regulation, which allows for migrants to be sent back to the country where they first entered the continent.The new Italian government, a coalition comprising the anti-establishment Five Star Movement (M5S) and the Eurosceptic Lega party, pledges to pursue a hard-line policy on illegal immigration. In particular, it previously expressed the intention to reinforce existing bilateral agreements on the relocation of undocumented migrants, and proposed setting up centers to accommodate migrants in countries of their origin and transit.